Un ferro vecchio,
tu abbandoni.
Dissipato il cuore.
Ma quello cantava; un giorno.
Miagola ora
farfuglia poi si tace.
Sonnecchia...
Al di là della finestra
un papavero schiude il suo corpo.
Italiani! Braccianti! Cosa fate?! Cincischiate? È una cosa seria! Deponete la vanga e sostenete questo blog!
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domenica 20 aprile 2014
Un ferro vecchio
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sabato 19 aprile 2014
Il più mortale di tutti i peccati
Mi amasti troppo,
così come troppo ti amai; non eravamo
fatti per torturarci - sebbene fosse
il più mortale di tutti i peccati
amarci come ci amammo
George Gordon Byron
così come troppo ti amai; non eravamo
fatti per torturarci - sebbene fosse
il più mortale di tutti i peccati
amarci come ci amammo
George Gordon Byron
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sabato 12 aprile 2014
Saffo
Afrodite, trono adorno, immortale, figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego: l'animo non piegarmi, o signora, con tormenti e affanni.
Vieni qui: come altre volte, udendo la mia voce di lontano, mi esaudisti; e lasciata la casa d'oro del padre venisti, aggiogato il carro.
Belli e veloci passeri ti conducevano, intorno alla terra nera, con battito fitto di ali, dal cielo attraverso l'aere.
E presto giunsero.
Tu, beata, sorridevi nel tuo volto immortale e mi chiedevi del mio nuovo soffrire: perché di nuovo ti invocavo: cosa mai desideravo che avvenisse al mio animo folle. "Chi di nuovo devo persuadere a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto verso te, Saffo?
***
Un esercito di cavalieri, dicono alcuni, altri di fanti, altri di navi, sia sulla terra nera la cosa più bella: io dico, ciò che si ama.
È facile far comprendere questo ad ognuno.
Colei che in bellezza fu superiore a tutti i mortali, Elena, abbandonò il marito pur valoroso, e andò per mare a Troia; e non si ricordò della figlia né dei cari genitori; ma Cipride la travolse innamorata...
ora mi ha svegliato il ricordo di Anattoria che non è qui;
ed io vorrei vedere il suo amabile portamento,
lo splendore raggiante del suo viso più che i carri dei Lidi...
***
Simile a un dio mi sembra quell'uomo che siede davanti a te, e da vicino ti ascolta mentre tu parli con dolcezza e con incanto sorridi.
E questo fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso più parlare: la lingua si spezza: un fuoco leggero sotto la pelle mi corre: nulla vedo con gli occhi e le orecchie mi rombano: un sudore freddo mi pervade: un tremore tutta mi scuote: sono più verde dell'erba;
e poco lontana mi sento dall'essere morta.
***
Squassa Eros l'animo mio, come il vento sui monti che investe le querce.
***
Sei giunta: hai fatto bene: io ti bramavo. All'animo mio, che brucia di passione, hai dato refrigerio
***
Saffo
Vieni qui: come altre volte, udendo la mia voce di lontano, mi esaudisti; e lasciata la casa d'oro del padre venisti, aggiogato il carro.
Belli e veloci passeri ti conducevano, intorno alla terra nera, con battito fitto di ali, dal cielo attraverso l'aere.
E presto giunsero.
Tu, beata, sorridevi nel tuo volto immortale e mi chiedevi del mio nuovo soffrire: perché di nuovo ti invocavo: cosa mai desideravo che avvenisse al mio animo folle. "Chi di nuovo devo persuadere a rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto verso te, Saffo?
***
Un esercito di cavalieri, dicono alcuni, altri di fanti, altri di navi, sia sulla terra nera la cosa più bella: io dico, ciò che si ama.
È facile far comprendere questo ad ognuno.
Colei che in bellezza fu superiore a tutti i mortali, Elena, abbandonò il marito pur valoroso, e andò per mare a Troia; e non si ricordò della figlia né dei cari genitori; ma Cipride la travolse innamorata...
ora mi ha svegliato il ricordo di Anattoria che non è qui;
ed io vorrei vedere il suo amabile portamento,
lo splendore raggiante del suo viso più che i carri dei Lidi...
***
Simile a un dio mi sembra quell'uomo che siede davanti a te, e da vicino ti ascolta mentre tu parli con dolcezza e con incanto sorridi.
E questo fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso più parlare: la lingua si spezza: un fuoco leggero sotto la pelle mi corre: nulla vedo con gli occhi e le orecchie mi rombano: un sudore freddo mi pervade: un tremore tutta mi scuote: sono più verde dell'erba;
e poco lontana mi sento dall'essere morta.
***
Squassa Eros l'animo mio, come il vento sui monti che investe le querce.
***
Sei giunta: hai fatto bene: io ti bramavo. All'animo mio, che brucia di passione, hai dato refrigerio
***
Saffo
venerdì 4 aprile 2014
Di lagrime, di speme, e di amor vivo. E di silenzio.
Perchè taccia il rumor di mia catena
Di lagrime, di speme, e di amor vivo, E di silenzio; chè pietà mi affrena
Se con lei parlo, o di lei penso e scrivo.
Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
Ove ogni notte amor seco mi mena,
Qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
Qui tutta verso del dolor la piena.
E narro come i grandi occhi ridenti
Arsero d'immortal raggio il mio core,
Come la rosea bocca, e i rilucenti
Odorati capelli, ed il candore Delle divine membra, e i cari accenti
m'isegnarono alfin pianger d'amore.
Odi e sonetti, Ugo Foscolo
Di lagrime, di speme, e di amor vivo, E di silenzio; chè pietà mi affrena
Se con lei parlo, o di lei penso e scrivo.
Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
Ove ogni notte amor seco mi mena,
Qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
Qui tutta verso del dolor la piena.
E narro come i grandi occhi ridenti
Arsero d'immortal raggio il mio core,
Come la rosea bocca, e i rilucenti
Odorati capelli, ed il candore Delle divine membra, e i cari accenti
m'isegnarono alfin pianger d'amore.
Odi e sonetti, Ugo Foscolo
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martedì 11 marzo 2014
La donna che non esiste
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Guido Gozzano
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