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venerdì 25 aprile 2014

25 Aprile: l'Italia é libera

Il 25 Aprile 1945 l'Italia, dopo due anni di guerra civile, é finalmente libera. I Repubblichini, i Partigiani, gli Alleati, i Nazisti e la popolazione civile. Riporto una lettera del partigiano Achille Barilatti (Gilberto della Valle) con la speranza che le idee, per le quali questi giovani uomini e donne hanno dato la vita, rimangano per sempre ancorate nel cuore e nell'azione di ogni italiano.

Viva l'Italia libera!
Buon 25 Aprile!

"Mamma adorata,
quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano e l'Italia sarà di nuovo grande. Da Dita Marasli di Atene potrai avere i particolari sui miei ultimi giorni.                                                               
Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l'Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivedremo nella gloria celeste.

Viva l'Italia libera!

Achille"

Di anni 22 - studente in scienze economiche e commerciali - nato a Macerata il 16 settembre 1921 -. Tenente di complemento di Artiglieria, dopo l'8 settembre 1943 raggiunge Vestignano sulle alture maceratesi, dove nei successivi mesi si vanno organizzando formazioni partigiane - dal Gruppo " Patrioti Nicolò " è designato comandante del distaccamento di Montalto -. Catturato all'alba del 22 marzo 1944, nel corso di un rastrellamento effettuato da tedeschi e fascisti nella zona di Montalto - mentre 26 dei suoi sono fucilati immediatamente sul posto e 5 vengono salvati grazie al suo intervento, egli viene trasportato a Muccia (Macerata) ed interrogato da un ufficiale tedesco ed uno fascista -. Fucilato senza processo alle ore 18,25 del 23 marzo I944, contro la cinta del cimitero di Muccía Medaglia d'Oro al Valor Militare.



Il Canto dei partigiani: Bella ciao 


venerdì 15 giugno 2012

L'indifferenza poltica é morale?

Consiglio la lettura di un articolo su Danilo Dolci, consultabile all'indirizzo http://www.spinnch.com/?p=411


Tuttavia, riporto una mia riflessione a proposito:


L'articolo si chiude col noto pensiero di Gramsci:


"Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che «vivere vuol dire essere partigiani»9. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. [...] Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? [...] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti” (Antonio Gramsci, Indifferenti, La città futura, numero unico, 11 febbraio 1917)


Ecco la mia riflessione a commento:


"Contesto l'ultima parte dell'articolo. L"odio gramsciano per gli indifferenti lo contesto, si puo' vivere anche in un'indifferenza non lamentosa astraendo se stessi dal contesto sociale e politico. Per me la politica non é la condicio sine qua non dell'esistenza. La scelta della propria indifferenza é anch'essa libertà. Si veda a riguardo il romanzo di Gončarov "Oblómov" e "À rebours" di Huysmans."
L'indifferenza poltica é morale? E' un diritto del cittadino? 


Rispondo alle prime obiezioni:


La mia era una provocazione, nelle parole di Gramsci c’ho letto un dogma da rispettare se vuoi essere “buono”. Filosoficamente difendo la libertà di “essere cattivi” senza far del male al prossimo. Tuttavia il mio ragionamento é “teorico”, nella pratica di ogni giorno penso che “l’inattivismo” sia deprecabile nella lotta per l’affermazione dei diritti dell’uomo.